(ANS – Torino) – L’ultima giornata della Consulta Mondiale della Famiglia Salesiana, vissuta a Torino-Valdocco, ha coronato un intenso cammino di spiritualità, riflessione e discernimento condiviso. Dopo aver approfondito, nella seconda giornata, l’attualità profetica del Sistema Preventivo nel terzo millennio, con la riflessione di don Rossano Sala, e aver esplorato il suo valore nel servizio di animazione e governo, con l’intervento di don Michal Vojtaš, i partecipanti hanno concluso i lavori lasciandosi nuovamente interpellare dalla Parola di Dio e dalla voce del Rettor Maggiore.
La giornata è iniziata alle 7:00 con la Preghiera delle Lodi, animata dai gruppi “Testimoni del Risorto” e “Canção Nova”, seguita dalla colazione e dall’assemblea plenaria. Momento centrale della mattinata è stata la parola del Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, che ha offerto una riflessione profonda sull’identità carismatica salesiana. Tra i vari passaggi del suo intervento, ha ricordato con forza che non basta amare Don Bosco, ma occorre conoscerne il cammino spirituale, riconoscendolo come uomo dello Spirito e autentico santo.
Il Rettor Maggiore ha invitato a entrare nella storia dei giovani di ogni tempo per essere segni e portatori non della propria parola, ma della Parola di Dio radicata nel cuore. Ha esortato a mantenere lo sguardo fisso su Gesù, senza lasciarsi paralizzare dalle difficoltà, leggendo le sfide come opportunità di crescita.
“Abbiamo davanti a noi un cammino di santità educativa”, ha affermato, da vivere come autentica carità pastorale. L’educazione è annuncio della Buona Notizia, e i giovani – ha sottolineato – non sopportano più superficialità. L’identità salesiana resta quella di educatori-evangelizzatori.
Riferendosi al Sistema Preventivo, Don Attard ha ribadito che esso non è semplicemente un metodo, ma lo stile e il modo di essere di Don Bosco: ciò che lo ha condotto alla santità e che rende possibile vivere la santità in ogni luogo e stato di vita.
Dopo l’intervento del Rettor Maggiore, i partecipanti hanno proseguito con il lavoro di gruppo e la successiva condivisione in assemblea. Sono seguite le comunicazioni del Segretariato e della Postulazione: don Joan Lluís Playà, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, ha presentato aggiornamenti sugli incontri regionali e sulle Giornate di Spiritualità; don Eugenio Vargas, Animatore spirituale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), ha illustrato nuove offerte formative; don Manolo Jímenez, Assistente Ecclesiastico delle Volontarie di Don Bosco (VDB), ha offerto una parola sulla Ratio Fundamentalis; mentre don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, ha richiamato la testimonianza dei Beati martiri salesiani polacchi. Non sono mancate informazioni da parte di altri gruppi della Famiglia Salesiana.
A conclusione della mattinata, la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Rettor Maggiore e animata dai gruppi della Comunità della Missione di Don Bosco (CMB) e dalle Exallieve e dagli Exallievi delle Figlie di Maria Ausiliatrice (EXA-FMA), ha rappresentato il vertice spirituale dell’intera Consulta.
Nell’omelia, Don Attard ha ripreso la parola evangelica che ha accompagnato questi giorni: “Seguimi”. Se nel Vangelo il primo “seguimi” significa “guardami e cammina con me”, oggi Gesù lo ripete con forza, invitando a non disperdere energie, a non perdere il focus, a non lasciarsi distrarre dal confronto con gli altri.
L’invito è stato chiaro: concentrarsi sull’essenziale, vivere la comunità, alimentarsi della Parola e dell’Eucaristia, non sprecare energie in ciò che è superficiale. In questi giorni lo sguardo è stato fissato sul volto del carisma e sul cuore del Sistema Preventivo; ora è tempo di fra fruttificare il dono dello Spirito, nella prospettiva del Pentecoste.
La Consulta Mondiale si è così conclusa in un clima di gratitudine e di festa, alla vigilia della Solennità di Maria Ausiliatrice. Inviati alle proprie realtà educative e pastorali, i partecipanti hanno portato con sé un rinnovato impegno a vivere con autenticità il carisma salesiano, lasciandosi guidare dallo Spirito per essere segni credibili dell’amore di Dio tra i giovani.
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